2008 – 2011

Nel mese di luglio del 2008 sono stati installati i ponteggi nell’area del presbiterio della Chiesa parrocchiale di San Rufino. I membri del consiglio affari economici insieme al parroco ,Don Fausto Brioni, hanno ritenuto l’intervento necessario, anche a seguito di pericolosi distacchi di intonaco dalla copertura.  Già da tempo, lungo la navata della Chiesa, era stata posta una griglia di protezione, al fine di scongiurare cadute di calcinacci sui fedeli presenti alle funzioni. L’intervento, non più procrastinabile, è stato frutto di un lungo percorso ed è seguito ad un attento sopralluogo effettuato dal cornicione perimetrale della volta. L’inizio ufficiale dei lavori è stato il 28 ottobre 2008, un mese dopo l’ingresso del nuovo parroco Don Mauro Gandolfo. La fine il mese di febbraio 2011.  Gli interventi sono stati divisi in tre fasi: prima il presbiterio, poi il restauro del transetto, infine la restante parte della navata e controfacciata. L’opera, il cui appalto era stato vinto dal gruppo RGA,  è stata portata a compimento dalla ditta di restauri Renato Portolan di Pordenone, con la direzione dell’architetto Roberto Spinetto.

Dettaglio dei lavori svolti. L’intervento di restauro si è presentato piuttosto articolato. L’edificio sacro versava in uno stato di degrado consistente, soprattutto per quanto riguardava la volta, sia in corrispondenza della controfacciata, sia nelle zone centrali e del catino dell’abside. I marmi che decorano le lesene, la balaustra, l’altare maggiore e alcune cornici dell’abside erano in buono stato di conservazione, fatta eccezione per un gradino. In questo caso l’intervento si è limitato alla pulitura a spugna e stuccature. Al contrario i marmi che decorano le cappelle del transetto si presentavano annerite e con alcune lacune, tali da richiedere un restauro più impegnativo e lungo nel tempo. Le lesene, lungo la navata, saranno riportate al loro aspetto originario, ripulite dallo strato di colore, probabilmente acrilico, che le ricopriva. Anche in questo caso sarà necessaria una stuccatura e una reintegrazione pittorica piuttosto consistenti. Per le decorazioni architettoniche, quali fasce, costoloni, dadi e altro, l’intervento consisterà in un preventivo fissaggio seguito da pulitura, asportazione dei sali, stuccatura e reintegrazione pittorica. Gli stucchi che decorano una consistente superficie  della Chiesa sono quasi interamente dorati e si presentavano sporchi, in molte parti staccati, sfaldati dai sali e a rischio caduta. Il restauro consisterà nell’inserimento di perni, iniezioni di consolidante, consolidamento dell’oro, desalinizzazione, pulitura degli sfondati su cui poggiano gli stucchi. La pulitura dell’oro, la stuccatura delle piccole lacune e l’eventuale ricostruzione delle parti mancanti completeranno l’opera. I dipinti murali erano in buono stato di conservazione, ad eccezione di alcune parti sulle quali è stato prospettato un intervento di pulitura a secco e reintegrazione pittorica ad acquerello. Per quanto riguarda il dipinto murale che decora la parte alta della controfacciata (sopra la porta d’ingresso), l’intervento sarà ben più complicato in quanto il dipinto non solo presenta diverse lacune di grandi dimensioni, ma l’intera superficie dell’intonaco è staccata dall’arriccio. Gli interventi finali saranno sulle superfici metalliche, righiere, catene e infissi.

Tempi e costi. I tempi di esecuzione dell’opera, inizialmente quantificati in 200 giorni, si sono successivamente dilatati a causa di inadempienze della ditta appaltatrice e di un successivo stop di circa un anno dei lavori. Complessivamente l’intervento è costato circa 240.000 euro, interamente coperti dalla comunità parrocchiale che si è mobilitata con una sottoscrizione e iniziative di raccolta fondi.

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