1906 – 1908

Nel 1906 il Reverendo Arciprete esortò la popolazione a voler concorrere per fare gli stucchi a tutta la Chiesa che ne era affatto priva, per indorarli, per fare le pitture ornati: basi di marmo, per mettere il bardiglio come sfasciamento alle lesene ecc. nonché per incavare la cappella di San Gian Battista ed eseguire l’altare per detta cappella in marmo. I lavori furono inaugurati l’anno 1909 nel mese di giugno nella domenica precedente alla festa di San Giovanni Battista, e precisamente il giorno 21 giugno si recò in Parrocchia il Vescovo Diocesano Mons. Fortunato Vinelli, di veneranda e grata memoria, il quale assistito da molto Clero procedette alla funzione della consacrazione della Chiesa che riuscì oltremodo devota e solenne. Il reverendo Rettore del Seminario Don Francesco Cuneo la sera innanzi delegato dal Vescovo aveva cominciata la funzione colla processione delle Reliquie e col canto del mattutino dei martiri ecc. ecc. Le feste in detto anno durarono otto giorni, cioè dal 21 al 28 giugno: il 24 si celebrò la festa di San Giovanni Battista, con intervento di tanto popolo che a memoria di uomo non si ricorda avvenuto mai. Messa con musica scelta di Genova ecc. ecc. Nella Domenica 28 Giugno Sua Ecc. Mons. Vinelli si recò per la 2° volta in Parrocchia, e compì la visita pastorale ed amministrò la S. Cresima ai fanciulli e fanciulle della Parrocchia, tenne un elevato discorso in cui si dichiarò soddisfattissimo per aver preso parte a così belle e devote solennità, elogiò la pietà del popolo di San Rufino esortandolo a corrispondere sempre alle cure del proprio Parroco ed assicurandolo che considerava la Chiesa di San Rufino di Leivi come una delle più belle della sua Diocesi. In tale circostanza il Reverendo Emanuele Solari, Sacerdote dotto e zelante di San Rufino, pubblicò pregevoli memorie intorno alla Parrocchia di San Rufino, che furono mandate a stampa sulla prima pagina del giornale la Sveglia di Chiavari e di cui si conserva copia in Archivio. Il sopraccitato Sacerdote fu tolto all’affetto dei suoi genitori e dei suoi parrocchiani al Curlo, parrocchia di questo Vicariato, dove da circa due anni era Rettore zelante, da una malattia crudele e dolorosa. In detta circostanza la Chiesa fu pure arricchita di tovaglie nuove, di cotte, di amitti, di purificatori, di varie stole bianche, violacee di velluto, di quattro o cinque continenze, di due pianete rosse, di cingoli, ecc. ecc.: furono tutti questi doni fatti da pie persone della Parrocchia ed anche fuori Parrocchia, alle quali l’Arciprete si era raccomandato e generosamente hanno corrisposto all’invito. Fu anche comperata la crocetta di stile barocco che si porta nelle processioni solenni, in argento, e che serve per il Clero. Fu comperata anche una parte della tocca d’argento per i festoni. Noto pure che il Sancta Sanctorum fu fornito di un bellissimo tappeto che importò la spesa di circa 450 lire: questo tappeto però fu comperato qualche anno innanzi con le elemosine del mese di Maggio e con offerte di alcune pie persone e del Reverendo Arciprete. In detto anno si fecero nuovi i fiori della cassa di San Giovanni Battista e si comprò pure nuovo il Crocefisso che portano le figlie nelle processioni: detto crocefisso è inargentato e con una corona pure in argento, fu eseguito dal Sig. Sergio Carpi indoratore in Genova: i fiori della Sig.ra Montani di Chiavari. Per provvedere i sopraccitati la fabbriceria nulla spese, perché furono comprati con denari venuti alle mani del Reverendo Arciprete come oblazioni dei pii fedeli. In tal anno si fecero pure nuove le candele in legno a macchina per le processioni da portarsi cioè dai confratelli della compagnia in luogo delle candele di cera che con grave danno per poca avvertenza vennero rotte. La spesa fu sostenuta dalla compagnia grande: furono fatte altre candele in legno per gli altari della Chiesa e queste furono pagate dalla fabbriceria.

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