Sono passati trecento anni da quell’alba che vide la gente di Leivi, guidata dall’Arciprete Galeazzo Gnecco, salire in pellegrinaggio al santuario di Montallegro con il cuore pieno di angoscia, ma anche di fede ardente e di speranza, per supplicarela Verginedi proteggere il paese dalla terribile pestilenza che aveva già provocato lutti nella maggior parte delle famiglie.
La popolazione portò in dono alla Madonna quanto aveva di più prezioso, mezzo barile di olio, cui si accompagnava la promessa di risalire ogni anno al Santuario con lo stesso dono.
In effetti la Madonna, da quando era apparsa nel 1557 sul monte, sempre era stata “stella protettrice su quel monte di lecci” (Francesco Brusco).
Ed anche alla gente di Leivila Madonnaconcesse la grazia.
La potenza della preghiera, la fede salda resero ancora una volta attuali le parole che l’angelo aveva rivolto a Maria durante l’Annunciazione: “Nulla è impossibile a Dio” (Luca 1,37) e quelle pronunciate dal Cristo: “ Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.” (Matteo 7,7)
Questo doveva essere lo spirito, la fede profonda che guidavano la gente di Leivi.
“Anzi acciò più chiara apparisse la grazia ottenuta dalla Madre di Misericordia; e che grata le fusse la vista del popolo; tutti quelli che erano a letto ed in pericolo di morte si trovarono migliorati prima che a casa ritornasse la processione.”
Lo testimonia l’Arciprete Giobatta Oneto che dal 1757 resse la parrocchia di San Rufino fino al 1800, anno in cui fu nominato arciprete Giuseppe Lagorio.
L’Arciprete Oneto asserì di aver avuto queste notizie da persone presenti ai fatti con le quali aveva avuto la possibilità di parlare.
Egli stesso, come ci racconta (libro II dei conti, Archivio di San Rufino), guidò ogni anno, la prima domenica di Maggio, il pellegrinaggio alla Signora del Monte.
1784 “Fu un anno piovoso ma ciò permise di rimettere le piante degli oglini che però poco produssero. Scarso il raccolto di grano, vino e frutta. Buono di legumi.
Nota che quando si andava a Montallegro li massari di codesta chiesa a spese della detta davano fin dall’anno 1713 in cui si principiò questa votiva visita una tenue colazione all’Arciprete e ai sacerdoti compagni e mangiavano essi massari ancora, la spesa però era tenue come si può vedere dai conti annuali.”
Del miracolo avvenuto nel1713 afavore della popolazione di Leivi fa riferimento, sia pure con un breve cenno, anche il Canonico Michele Antola che nella sua opera “Il santuario di N.S. di Montallegro in Rapallo.” (1940) riferisce che dalla peste del 1657 iniziarono i pellegrinaggi alla Madonna del Monte da parte delle diverse parrocchie ubicate nelle vicinanze del santuario e tra i vari pellegrinaggi nominati si ricorda anche quello del 1713 della parrocchia di San Rufino di Leivi.
Da allora non fu mai interrotta la consuetudine di salire a Montallegro la prima domenica di maggio. In effetti tutti gli anni, dal1713 inpoi, come risulta dai libri dei Conti dei massari della parrocchia di San Rufino di Leivi, è raccolto l’olio che viene regolarmente consegnato al santuario di Montallegro da parte della popolazione.
A Giuseppe Lagorio seguì in qualità di arciprete nel 1847 Emmanuele Littorio e, successivamente, nel 1894 Giovanni Croce che nelle sue memorie, nell’elencare le solennità e le feste che si celebrano nel corso dell’anno nella parrocchia di San Rufino al prg.16 ricorda: “ La prima domenica di Maggio si suole andare in processione a Montallegro per voto fatto. (Detta processione si fa anche in altra Domenica se o per il tempo cattivo o per altre cause non potesse avere luogo la prima)…..
Anche nel libro IV dei conti dei massari della chiesa nell’anno 1913 si annota che dei due barili ed un quarto di olio raccolto mezzo barile fu portato a Montallegro.
Con i successivi parroci Don Francesco Casella, Don Fausto Brioni non venne meno la tradizione del pellegrinaggio; anche ed in particolare quest’anno, trecentesimo anniversario della grazia concessa alla popolazione di Leivi per intercessione della Madonna, tutti noi, parrocchiani di San Rufino, guidati dal nostro parroco Don Mauro Gandolfo, saliremo al santuario di Montallegro per ringraziare la Vergine e per pregare con la stessa fede di coloro che per trecento anni, ogni prima domenica di Maggio, ci hanno preceduto.




